Balleremo su questo vecchio stanco mondo
Come le donne di mogano sui tamburi.
Perderemo la veste verginale
E cadremo a terra stanchi e belli.
Nello stomaco risuonano i battiti
Di ruvide mani sulla lisa pelle delle percussioni.
Povertà che ci piove addosso
Come rugiada del mattino
Sulle labbra assetate delle foglie.
Sento il suono della terra, dei colori
Avvolto in una nebbia ovattata.
Mi piace il gusto della semplicità.
domenica 24 giugno 2007
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