Ieri ho sentito di un uomo che è uscito da una grotta dopo aver vissuto in isolamento per 8 mesi. L'unica legge delle sue giornate è stato l'orologio biologico: un giorno poteva durare anche 48 ore. Il giornalista che ne parlava ha quindi sottolineato che il tempo è soltanto una questione mentale.
Sappiamo tutti come i momenti belli passino in fretta mentre quelli bui sembrano durare moltissimo. Probabilmente perchè nei momenti bui ci sembra che tutto vada male e ci concentriamo solo sugli aspetti negativi della vita. Quando si è allegri invece si è aperti ad ogni colore, ogni suono, ogni sapore e siamo così impegnati che non facciamo caso alle ore che scorrono.

Il tempo è soggettivo, certamente, ma non si può negare che passi. Mi stupisco sempre quando mi accorgo di avere come un doppio orologio. Uno è quello "oggettivo", che porto al polso: so che sono già trascorsi tot ore, giorni, mesi da un certo evento. E poi c'è quell'orologio interiore che mi fa sembrare allo stesso tempo lontani e vicini certi avvenimenti della mia vita.
Come quando si pensa al primo giorno di scuola: sono già passati tanti anni eppure mi sembra ieri, vedevo la strada lunghissima e ora sono già alla fine dei mie studi...
Come quando si pensa al primo giorno di scuola: sono già passati tanti anni eppure mi sembra ieri, vedevo la strada lunghissima e ora sono già alla fine dei mie studi...
Ecco, l'unica certezza è che il tempo passa. Nei momenti belli, ahimè, come fortunatamente in quelli brutti. Bisogna solo avere pazienza. Dalle mie parti si usa dire: c'è più tempo che vita...
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