sabato 2 giugno 2007

pecore e sedie

All'asilo si faceva spesso un gioco chiamato pressapoco "il gioco delle sedie musicali". Si ballava in una stanza con delle sedie e quando la musica finiva tutti dovevano sedersi. Solo che c'era una sedia in meno rispetto al numero di partecipanti e quindi chi rimaneva in piedi veniva eliminato. Mi ricordo che, quando toccava a me restare in piedi, provavo una strana sensazione. E' la stessa che sto provando ultimamente.

Sono in piedi e sono l'unica, ma gli altri sembrano non accorgersene, intenti come sono a continuare il loro gioco. Loro non vedono che io sono in piedi, oppure fingono che questo non importi. Però io so benissimo che c'è una differenza tra di noi. Non sto male perchè sono diversa, sto male perchè so che da qualche parte la mia sedia c'è. Solo che non so dove sia...


C'è un detto dalle mie parti che tradotto dice: "ogni pecora ha il suo palo". Bene, allora sono sicura che la mia sedia, o palo, c'è... Però ora sono una pecorella smarrita.

Conosco bene il posto dove mi trovo ma sono smarrita perchè so che, in fondo, il mio posto non è qui. Devo cercare quella stanza dove c'è la mia sedia e le sedie vicine sono familiari, anche se le conosco da poco tempo.


Ognuno di noi ha una persona, un lavoro, una città dove vivere da trovare... la propria sedia su cui sedersi e sentirsi al proprio posto. La propria sedia a cui da brave pecorelle stiamo accanto e non vogliamo lasciare perchè sappiamo che le sedie che ci stanno così bene sono poche.


A chi mi accusa di pessimismo rispondo che non è vero: io sono covinta che la mia sedia c'è. A chi mi accusa di cinismo rispondo: spero che nessuno abbia spostato la mia sedia...

1 commento:

comio ha detto...

Magari la sedia si è semplicemente rotta...

quindi armati di pazienza ed aggiustala!

ciao

luigi