Lucide, nuove, tintinnanti... mie. Sembra incredibile che qualche grammo di metallo mi faccia sentire così bene: non sono solo le mie chiavi di casa, sono le chiavi di una nuova vita. Lo so che fra qualche anno, quando di case ne avrò già cambiate un bel po', tutto questo mi sembrerà banale. Ma ora no, tutto vive col sapore delle cose nuove.
Un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per me...
venerdì 31 agosto 2007
sabato 18 agosto 2007
stazione di partenza, stazione di arrivo
A volte ci si trova nello stesso posto, con le stesse persone, ma si percepisce che la prospettiva è totalmente cambiata. Come in una stazione del treno dove alcuni sono giunti alla meta, mentre altri invece cominciano il loro viaggio. E così ero nella stessa città dove ho vissuto due anni, con gli stessi amici con cui ho condiviso gioie e dolori: i suoni, le voci e i profumi erano familiari e diversi allo stesso tempo. Mi sono resa conto che ad essere cambiata ero io, o meglio, non ero più la stessa persona di prima, ma una persona nuova con più esperienze: alcune meravigliose, altre medie e altre decisamente da censurare. Ho inteso fino in fondo il concetto di crescita.
Mentre tornavo a casa mi sono ritrovata fra le mani le carte che avevo prima della partenza: documenti, guide, opuscoli. Mi sono intenerita di fronte alla Me un po’ più giovane che sfogliava e rileggeva quelle pagine, nella speranza di vedervi disegnato il proprio futuro, come se riguardare quelle foto più e più volte mi avesse permesso di immaginarmi dentro ad esse.
Quest’ultimo viaggio era carico di emozioni: cosa avrei provato a tornare, cosa avrei sentito… ma soprattutto, sarei stata delusa o troppo malinconica per poi ripartire? Mi sono stupita della mia reazione. Ho incontrato dei ragazzi che si apprestavano a cominciare quel cammino che io ho da poco concluso e ho rivisto nelle loro facce la gioia delle aspettative e l’entusiasmo del nuovo. Ma non ero invidiosa: li ho guardati con occhi benevoli, conscia che per me è tutto concluso. E non lo dico in maniera amara, ma positiva.
Forse per la prima volta ho realizzato che davvero quel capitolo si è chiuso: è stato bello, è stato intenso, ma è terminato. E così ora posso ricoprire di polvere dorata tutti i ricordi, addolcendo i meno belli e facendo brillare quelli meravigliosa. Forse per la prima volta ho realizzato che la fine di quel capitolo significa che sono entrata in uno nuovo: là fuori c’è una pagina bianca che mi aspetta…
Mentre tornavo a casa mi sono ritrovata fra le mani le carte che avevo prima della partenza: documenti, guide, opuscoli. Mi sono intenerita di fronte alla Me un po’ più giovane che sfogliava e rileggeva quelle pagine, nella speranza di vedervi disegnato il proprio futuro, come se riguardare quelle foto più e più volte mi avesse permesso di immaginarmi dentro ad esse.
Quest’ultimo viaggio era carico di emozioni: cosa avrei provato a tornare, cosa avrei sentito… ma soprattutto, sarei stata delusa o troppo malinconica per poi ripartire? Mi sono stupita della mia reazione. Ho incontrato dei ragazzi che si apprestavano a cominciare quel cammino che io ho da poco concluso e ho rivisto nelle loro facce la gioia delle aspettative e l’entusiasmo del nuovo. Ma non ero invidiosa: li ho guardati con occhi benevoli, conscia che per me è tutto concluso. E non lo dico in maniera amara, ma positiva.
Forse per la prima volta ho realizzato che davvero quel capitolo si è chiuso: è stato bello, è stato intenso, ma è terminato. E così ora posso ricoprire di polvere dorata tutti i ricordi, addolcendo i meno belli e facendo brillare quelli meravigliosa. Forse per la prima volta ho realizzato che la fine di quel capitolo significa che sono entrata in uno nuovo: là fuori c’è una pagina bianca che mi aspetta…
giovedì 2 agosto 2007
Le lacrime scendono giù pesanti e taglienti: fanno semplicemente male. Non so perchè mi sono messa a piangere... o meglio, lo so, ma non so perchè proprio ieri sera.
Il mondo che ci circonda è cosparso di segni, ma solo in determinati momenti riusciamo a coglierli, perchè siamo più vulnerabili o forse solo più attenti. Così ritrovi tra le pagine di un libro situazioni familiari, ascolti dei discorsi per la strada che in qualche modo ti riguardano, ti ritrovi ad avere a che fare con luoghi che non vorresti più ricordare... Sarà stato tutto questo insieme di circostanze, di coincidenze, così mentre ormai stavo rientrando a casa, le lacrime si sono fatte strada tra la mia stanchezza. E non ci potevo proprio fare nulla: il mio subconscio ha deciso di venire a galla a dispetto dei miei tentativi di ignorarlo.
Quando poi mi sono coricata nel mio letto, pensavo di essere al sicuro dal mio tracollo emotivo e invece no... i pensieri si agitavano e rimescolavano nel mio cervello e si vede che la lotta tra subconscio e consapevolezza era proprio dura, perchè mi sentivo la testa scoppiare e facevo fatica a respirare. Il dolore è decisamente tangibile, la felicità invece no: chissà perchè.
Puoi toccare le foto che ti ricordano tempi felici, spalmare di nutella una fetta di pane e cantare a squarciagola con gli amici, ma non riesci a toccare tutte queste sensazioni. Invece quando stai male percepisci fisicamente le ferite dell'animo, puoi vomitare tutto il dolore e singhiozzare...
Stamattina mi sono svegliata infreddolita, pensavo che fosse colpa del subconscio. E invece era colpa della pioggia che scendeva giù, fuori dalla mia finestra.
Il mondo che ci circonda è cosparso di segni, ma solo in determinati momenti riusciamo a coglierli, perchè siamo più vulnerabili o forse solo più attenti. Così ritrovi tra le pagine di un libro situazioni familiari, ascolti dei discorsi per la strada che in qualche modo ti riguardano, ti ritrovi ad avere a che fare con luoghi che non vorresti più ricordare... Sarà stato tutto questo insieme di circostanze, di coincidenze, così mentre ormai stavo rientrando a casa, le lacrime si sono fatte strada tra la mia stanchezza. E non ci potevo proprio fare nulla: il mio subconscio ha deciso di venire a galla a dispetto dei miei tentativi di ignorarlo.
Quando poi mi sono coricata nel mio letto, pensavo di essere al sicuro dal mio tracollo emotivo e invece no... i pensieri si agitavano e rimescolavano nel mio cervello e si vede che la lotta tra subconscio e consapevolezza era proprio dura, perchè mi sentivo la testa scoppiare e facevo fatica a respirare. Il dolore è decisamente tangibile, la felicità invece no: chissà perchè.
Puoi toccare le foto che ti ricordano tempi felici, spalmare di nutella una fetta di pane e cantare a squarciagola con gli amici, ma non riesci a toccare tutte queste sensazioni. Invece quando stai male percepisci fisicamente le ferite dell'animo, puoi vomitare tutto il dolore e singhiozzare...
Stamattina mi sono svegliata infreddolita, pensavo che fosse colpa del subconscio. E invece era colpa della pioggia che scendeva giù, fuori dalla mia finestra.
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